Mi chiamo Ilaria Bartolini e accompagno persone e organizzazioni nei cambiamenti professionali, unendo business coaching, progettazione e pratiche creative.
Non perché ci sia qualcosa da aggiustare, ma perché a volte serve uno spazio diverso per osservare meglio, ritrovare chiarezza e riconoscere nuove possibilità.
- Bruno Munari
Non sono arrivata al business coaching seguendo una strada lineare. Prima di accompagnare gli altri nel cambiamento, ho attraversato mondi diversi, che oggi convivono nel mio modo di lavorare, uniti dallo stesso filo rosso.
La mia formazione nasce nel design e nell'incontro con esperienze che hanno messo in discussione regole, abitudini e modi consolidati di guardare le cose: dal Design Radicale italiano, con il gruppo fiorentino UFO, alle sperimentazioni di Memphis
Da qui nasce una convinzione che ancora oggi orienta il mio lavoro: spesso il problema non è trovare una risposta, ma riuscire a vedere alternative che prima non riuscivamo a immaginare.
Un'altra influenza fondamentale è stata Bruno Munari. Il suo pensiero mi ha insegnato a considerare la creatività non è un talento riservato a pochi, ma una capacità che può essere allenata e portata nella vita quotidiana, nel lavoro e nei processi decisionali.
La creatività, per come la intendo oggi, non coincide con l'ispirazione. È un modo di osservare, fare domande, sperimentare e trovare connessioni nuove.
Non cerco soluzioni preconfezionate. Apro spazio a possibilità che possano essere riconosciute, scelte e agite
Per anni ho lavorato a stretto contatto con botteghe artigiane, piccole imprese, associazioni e realtà territoriali. Ho incontrato persone capaci di trasformare le idee in realtà attraverso competenza, cura e dedizione.
Da loro ho imparato che le cose importanti richiedono tempo e che il valore non risiede soltanto nel risultato, ma anche nel processo che permette di raggiungerlo.
L'identità di una persona, di un'impresa o di una comunità non si costruisce isolatamente: nasce dall'incontro tra talento, relazioni e contesto. È uno sguardo che oggi porto in ogni percorso.
Nel mio percorso ho ideato progetti, costruito collaborazioni, sviluppato servizi e fondato una startup. Ho sperimentato direttamente che cosa significa trasformare un'idea in una attività e continuare a ridefinirla mentre il contesto cambia.
Ho conosciuto l'entusiasmo della creazione, ma anche l'incertezza, gli errori, le battute d'arresto e la necessità di ricominciare. Queste esperienze mi hanno insegnato che il cambiamento non è soltanto qualcosa che accade o che dobbiamo affrontare: è una competenza che possiamo allenare.
Per questo, quando lavoro con una persona o un'impresa, tengo insieme la visione e ciò che serve concretamente per renderla possibile.
A un certo punto progettare attività e sviluppare idee non mi bastava più. Volevo comprendere ciò che accade prima che una scelta diventi una strategia: dentro le persone, nelle loro decisioni e nei momenti in cui qualcosa si ferma oppure comincia a trasformarsi.
Così mi sono formata nel Business Coaching e il mio lavoro ha cambiato direzione.
Oggi accompagno persone, professionisti e organizzazioni a leggere ciò che stanno attraversando, riconoscere nuove possibilità e trasformarle in scelte e azioni sostenibili.
Laurea in Design presso la Facoltà di Architettura di Firenze, con specializzazione in Prodotto per l’Artigianato Artistico.
Master in Coaching presso Accademia della Felicità, con specializzazione nell’area Business e tirocinio professionale. Diploma di Business e Life Coach professionista.
Corso di alta formazione Talented Education Specialist, riconosciuto CNCP, dedicato all’orientamento, al talento e allo sviluppo del potenziale.
Accanto al percorso professionale c'è sempre stata una ricerca personale fatta di domande, introspezione e cambiamenti. Un processo nel quale ho imparato a osservare credenze, automatismi, paure e aspettative che spesso orientano le nostre scelte senza che ce ne accorgiamo.
Ho scoperto su me stessa che la consapevolezza non è un traguardo, ma una pratica continua e che cambiare direzione diventa possibile quando impariamo a riconoscere ciò che muove e ciò che ci trattiene.
Non porto questa esperienza come una formula da applicare agli altri. La porto come capacità di restare nelle domande, rispettare i tempi e accompagnare senza sostituirmi alle scelte di chi ho davanti.